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Legge 74/2025: cosa cambia davvero per la cittadinanza italiana jure sanguinis

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Nella primavera del 2025 l'Italia ha approvato una riforma che ha cambiato in modo sostanziale le regole per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza (jure sanguinis). Se hai un bisnonno, un trisavolo o un antenato più lontano emigrato dall'Italia, questa riforma probabilmente riguarda anche te. In questo articolo spieghiamo cosa prevede la legge, chi è ancora idoneo e cosa conviene fare adesso.

Cosa prevede la Legge 74/2025

Il Decreto-Legge 36/2025, convertito nella Legge 74/2025, ha introdotto un limite di due generazioni nate all'estero per il riconoscimento automatico della cittadinanza jure sanguinis. In pratica, la trasmissione automatica del diritto non è più illimitata nel tempo come accadeva in precedenza: oggi, salvo le eccezioni previste dalla legge, può richiedere il riconoscimento chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia.

Chi ha un legame più lontano (bisnonni o antenati precedenti nati in Italia, con discendenti nati all'estero per più di due generazioni) rischia di non rientrare più nei requisiti automatici, salvo rientrare in una delle eccezioni previste.

Le eccezioni principali da conoscere

La riforma prevede alcune tutele per chi aveva già avviato un percorso prima dell'entrata in vigore del decreto (27 marzo 2025), tra cui, in linea generale:

  • Chi aveva già presentato una domanda di riconoscimento, in Italia o all'estero, prima della data di entrata in vigore;
  • Chi aveva già un appuntamento consolare fissato o una pratica di cittadinanza iure sanguinis in corso;
  • Chi ha già ottenuto il riconoscimento della cittadinanza prima della riforma;
  • Casi particolari legati a un genitore che ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente.

Le norme di dettaglio e la loro applicazione pratica da parte di Comuni e Consolati possono variare da caso a caso, ed è in corso anche un dibattito giuridico e parlamentare sulla portata di alcune disposizioni. Per questo motivo non si tratta di informazioni da considerare come consulenza legale: ogni situazione familiare va verificata singolarmente sulla base dei documenti disponibili.

Perché la ricerca genealogica conta oggi più di prima

Con il nuovo limite delle due generazioni, sapere con precisione dove e quando sono nati i propri antenati, e ricostruire con documenti alla mano la linea di discendenza, è diventato un passaggio ancora più decisivo. Una ricerca genealogica accurata permette di:

  • Verificare concretamente se rientri nei requisiti attuali o in una delle eccezioni previste;
  • Individuare eventuali interruzioni della linea di cittadinanza (ad esempio naturalizzazioni avvenute prima del 1948) che vanno valutate a parte;
  • Reperire gli atti di nascita, matrimonio e morte necessari a comporre il fascicolo;
  • Capire, prima di avviare pratiche lunghe e costose, se la tua situazione ha concrete possibilità di successo.

Prima di avviare qualsiasi pratica, verifica la tua reale situazione con uno studio di fattibilità basato sui documenti della tua famiglia.

Nota: questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale. La normativa sulla cittadinanza è soggetta a modifiche e interpretazioni che possono evolvere nel tempo; per una valutazione del tuo caso specifico ti consigliamo di verificare i testi di legge aggiornati e, se necessario, rivolgerti a un legale specializzato in diritto della cittadinanza, oltre a un ricercatore genealogico per la parte documentale.