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Genealogia

Cosa è?

La genealogia è la scienza che si occupa di accertare e ricostruire documentalmente i legami di parentela che intercorrono tra i membri di una o più famiglie.



La ricerca genealogica, come qualsiasi altra istanza scientifica che voglia pervenire a risultati certi e, come tali, verificabili, si attua attraverso l'esplicitazione di un metodo, fondato nel caso specifico su conoscenze interdisciplinari che, coniugando in modo sistematico esperienze di carattere storico-sociale, archivistico e giuridico (diritto di famiglia), nonché sociolinguistico (onomastica) e di storia della scrittura (paleografia), forniscono gli strumenti idonei per reperire, leggere, comprendere e contestualizzare le fonti.


La ricerca genealogica prevede una metodologia, suddivisa in quattro tappe, che deve essere seguita in modo sistematico. In primo luogo, si acquisiscono documenti che forniscono dati di carattere genealogico (date di nascita, di morte, di battesimo, di matrimonio e relativi nomi), tramite una ricerca negli archivi dello stato civile, parrocchiali o di stato. Successivamente, si ricavano i dati genealogici di interesse e si procede alla loro elaborazione: classificazione dei dati e costruzione delle diverse linee di ascendenza e discendenza. Infine, si redige un testo, in cui vengono illustrate le metodologie adottate durante le ricerche e le fonti consultate, che comprende anche una tavola genealogica su cui sono riprodotti i risultati ottenuti.


Durante l'attività di ricerca il genealogista può incontrare diversi problemi, che molto spesso sono causati dalla mancanza di dati genealogici relativi ai soggetti di interesse. Tali problematiche possono essere provocate da numerosi fattori, quali la distruzione intenzionale o casuale dei documenti (incendi per prevenire il diffondersi di malattie contagiose, guerre, rivoluzioni, deterioramento naturale dei documenti), mancanza di istituzioni ufficiali e ordinamenti giuridici riguardanti l'andamento demografico della popolazione (stato civile, anagrafe ecc). Sicuramente il fattore tempo è quello che più influisce sulla ricerca genealogica. Difatti la disponibilità delle fonti è molto diversa a seconda dell'epoca in cui è vissuto il soggetto da studiare e la sua famiglia

Fonti

Gli atti di Stato Civile

La registrazione delle nascite, dei matrimoni e dei decessi a cura degli ufficiali di stato civile ebbe inizio, per il Regno di Napoli, nel 1809. In Sicilia tali registrazioni iniziarono nel 1820. Questi atti erano redatti in duplice copia, una delle quali doveva essere inviata ogni anno alla cancelleria del tribunale competente per territorio. Pertanto oggi è possibile reperire tali registri sia presso i singoli Comuni sia presso gli Archivi di Stato, che conservano le copie già custodite nei tribunali. 



Poiché la ricostruzione di un albero genealogico procede a ritroso, iniziando dagli attuali membri della famiglia, è chiaro che la consultazione degli atti di stato civile costituisce la prima fase della ricerca.

Gli archivi parrocchiali

Per l'antichità dei documenti che conservano, gli archivi parrocchiali rappresentano la principale fonte di ogni ricerca genealogica. Nel 1563 il Concilio di Trento stabilì per tutte le parrocchie l’obbligo della compilazione dei registri di battesimo, matrimonio e morte. In generale, gli archivi parrocchiali sono stati conservati diligentemente ma a volte eventi bellici, incendi e calamità naturali del passato ne condizionano l'attuale stato di conservazione.

Fonti militari

Liste di Leva:

Sono elenchi nominativi dei cittadini maschi che, per età, sono soggetti all'obbligo del servizio militare (generalmente dai 17 ai 45 anni).  Si tratta di registri compilati dai comuni e inviati all’ufficio leva competente in cui venivano annotati i dati anagrafici dei giovani chiamati per la leva militare, suddivisi per anno di nascita.


Le informazioni che sono contenute in questi elenchi sono le seguenti: nome e cognome, paternità e maternità, data e luogo di nascita, domicilio, professione, dati antropometrici (statura, larghezza del torace, capelli, forma del naso, del mento, occhi, colorito e dentatura), professione e grado di istruzione e, a cura dell’ufficio leva, esito della visita medica a cui venivano sottoposti gli iscritti per valutare l’idoneità al servizio militare. Si veniva chiamati a svolgere la visita di Leva militare e, in caso di esito positivo, il servizio militare dal Distretto competente territorialmente rispetto alla località di residenza al compimento del 20esimo anno di età. Dal momento che non sempre il comune di residenza coincideva con il comune di nascita, per effettuare la ricerca occorre conoscere esattamente dove il militare era residente al momento della chiamata alla leva.

Fogli matricolari o ruoli matricolari

Sono documenti personali che registrano la storia militare di un individuo. Contengono informazioni come data e luogo di nascita, dati relativi alla chiamata alle armi, corpo di assegnazione, grado raggiunto, data di congedo e altri dettagli sulla carriera.

Atti notarili

La documentazione notarile che si conserva presso Archivi di Stato e Archivi notarili è molto utile alla ricostruzione di una genealogia. A volte si tratta di documenti molto più antichi di quelli ecclesiastici e quindi permettono di ricostruire la storia familiare ancora più indietro nel tempo. Infatti alcuni atti, ad esempio i testamenti o i contratti dotali, sono ricchi di informazioni genealogiche. Inoltre, la consultazione degli atti notarili ci permette di comprendere lo status sociale ed economico della famiglia.

I “Catasti Onciari” e i “Riveli di beni ed anime”

Istituiti nel 1741 dal re Carlo III di Borbone, i catasti onciari erano veri e propri censimenti effettuati per fini fiscali. Sono documenti di primaria importanza nella ricostruzione dell’albero genealogico di una famiglia in quanto rappresentano una preziosa fonte d’informazioni non solo sul suo status socioeconomico ma anche sulla sua composizione. Per ogni famiglia, oltre alla descrizione e valore dei beni posseduti, vengono infatti riportati il nome del capofamiglia, l’età e la provenienza (se forestiero), a volte l’indicazione della paternità e della maternità; inoltre nomi ed età della moglie, dei figli e di eventuali conviventi consanguinei, affini e non consanguinei (servitori e personale vario).

In Sicilia l’equivalente dei catasti onciari è rappresentato dai “Riveli di beni ed anime”, compilati dalle singole amministrazioni comunali per conto della Magna Curia dei Maestri Razionali (dal 1569 Tribunale del Real Patrimonio) che era il supremo organo di controllo e di giurisdizione in materia finanziaria. Nel 1682 le competenze del Tribunale in materia di riveli passarono alla Deputazione del Regno. I numerosi registri riguardano quasi tutti i Comuni siciliani e ricoprono il periodo compreso fra il XVI e il XVIII secolo: si conservano i riveli redatti negli anni 1548, 1569, 1584, 1593, 1607, 1616, 1623, 1636, 1651, 1682, 1714 e 1748. I Riveli di beni ed anime sono dunque un insostituibile fonte di ricerca ad integrazione di quella effettuata presso gli archivi parrocchiali ma anche in sua sostituzione, quando gli archivi parrocchiali sono molto lacunosi o addirittura non più esistenti o inconsultabili.

Paleografia

In genealogia, la paleografia è fondamentale per leggere e interpretare documenti antichi, come atti di nascita, matrimoni e decessi, che sono spesso scritti a mano e in forme di scrittura oggi non più in uso. La paleografia, quindi, permette di decifrare testi antichi, identificare la loro epoca e il loro contesto storico, e autenticare documenti.