L’emigrazione è stata provocata soprattutto da ragioni economiche: diverse carestie causate da eventi climatici; rivoluzione industriale che con la sovra produzione liberò molti lavoratori; allo stesso tempo l’aumento di richieste di lavoratori in altri Paesi. In misura minore, altri emigrarono per ragioni politiche.
L’emigrazione italiana all'estero si può dividere in tre grandi fasi, di certo non esaustive:
La grande emigrazione tra fine Ottocento e inizio Novecento, diretta in maggioranza verso l’America, in particolare Stati Uniti, Argentina e Brasile. In una prima fase le regioni principalmente interessate erano quelle del nord, marginale era l’emigrazione del mezzogiorno italiano. Il sorpasso avvenne intorno al 1900. Nella prima Argentina e Brasile furono le prime ad accogliere i nostri migranti, successivamente anche l’America del Nord e diversi paesi del nord Europa. Oltre a rappresentare una “fuga”, scelta da chi decideva di emigrare soprattutto per motivi economici, l’emigrazione fu anche incentivata finanziariamente oltre che politicamente attraverso accordi con i governi degli Stati di destinazione. Con il periodo Fascista si vide diminuire l’emigrazione di massa.
I flussi dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sono indirizzati soprattutto verso i Paesi europei (come Germania, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna e Francia) e in misura minore in America del nord e Australia. Origine dei migranti è principalmente proveniente dal Mezzogiorno d’Italia. Di questi solo una piccola fetta ha fatto rientro per rinuncia o difficoltà varie, molti altri pur partendo con un progetto a “breve termine” non hanno più fatto ritorno pur mantenendo un legame fortissimo con la Madre Patria.
Le migrazioni degli ultimi decenni, che interessano in maggioranza i giovani altamente qualificati e che continuano ancor oggi. Tale emigrazione è più giustificata da una volontà di scoprire nuove realtà, ma anche causata da una disaffezione e delusione nei confronti della propria Patria perché non si sentono valorizzati
Grazie ai flussi migratori passati, oggi l’Italia può contare su una rete di oltre 80 milioni di persone di origine italiana profondamente radicata in diverse aree del mondo, nelle Americhe, ma anche in Europa e in Australia.
La diaspora italiana ha contribuito a diffondere l’italianità all’estero. Infatti, gli emigranti italiani e i loro discendenti hanno profondamente contribuito a promuovere l’identità italiana in diversi Paesi e fungono da ponte tra l’Italia e il resto del mondo.